Conta più il gioco o i giocatori? Accanimento contro Berisha. Non perdete il senso della misura. Mancanza di alternative sul finale di stagione

di Luca Ronchi
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"Domanda vecchia come l’uovo e la gallina: contano più i giocatori o il gioco? La risposta di Bergamo è stata: i giocatori. Un tiro in porta per parte nel primo tempo, 1-1 all’intervallo. Quando si dice non sprecare nulla. I gol raccontano tutto. Quello dell’Atalanta è nato da un’azione corale che ha cullato la palla da sinistra a destra, Ilicic ha affondato di classe, ha messo a sedere Rodriguez e rimesso indietro rasoterra dove, da copione, si è avventato Freuler per spingere la palla in rete, alle spalle di un incerto Donnarumma. Tutto logico, studiato, previsto, collettivo. Il gol di Piatek, al 46’, è stata un’invenzione dal nulla. Il Pistolero ha raccolto un cross di Rodriguez dalla trequarti, da dove non si dovrebbe mai crossare, ha colpito dando la schiena alla porta, come un centravanti non vorrebbe mai concludere, e con una carezza di mezzo-interno, ha spedito la palla in rete. Stupendo. Zampata d’istinto da vero fenomeno dell’area di rigore".

Parto da questa analisi del vice direttore della Gazzetta, per ribadire un concetto più volte espresso. L'Atalanta, pur giocando un ottimo calcio, a volte dovrebbe pensare più alla sostanza, perchè alla fine della stagione, va bene il divertimento, ma sono i risultati quelli che contano e fanno crescere sia a livello economico che di campo con l'arrivo di giocatori di qualità. L'Atalanta non ha campioni in grado di vincere le partite da sole, è un collettivo ben collaudato che se gira a mille, può vincere contro chiunque, ma se si inceppa un ingranaggio, rischia di saltare tutto. 

In questi casi, è meglio fare un bagno di umiltà, giocare per non prenderle, sapersi accontentare, facendo barricate e ripartenze, atteggiamento che non è ancora stato vietato nel calcio. Se il pareggio del Milan al 46' ha tagliato le gambe ai giocatori, non DEVE ESSERE UNA SCUSA, E' MOLTO GRAVE CHE ACCADA. Cioè, vai negli spogliatoi con un pareggio e ti deprimi? Ma stiamo scherzando? E questa è la mentalità di una grande? 

A me sembra quella di una squadra che ha perso un po' la dimensione di quello che deve essere. Percassi quando parla di salvezza, lo sa che è preso per pazzo, ma lo fa per mandare un segnale a tutti: occhio che nel calcio basta un niente per far tornare nel fango, passare da eroi a coglioni, è un attimo. L'Udinese non insegna nulla? Chi l'avrebbe mai detto che nel giro di pochi anni sarebbe passata dalle qualificazioni Champions a lottare per la B? Non era una società modello? Attenzione....

MANCANZA DI ALTERNATIVE- C'è da sperare che la condizione dei tre là davanti non cali, ma pure quella degli esterni, fondamentali nel gioco di Gasperini e dei due centrali di centrocampo. La panchina lunga, non è un capriccio degli allenatori, ma una necessità nel calcio di oggi dove si giocano partite ogni 3 giorni e anche una squadra come l'Atalanta che ha un impegno a settimana, non può permettersi 11-12 titolari con in panchina Barrow, Kulusewsky, Reca, Pessina, Rossi con tutto il rispetto per questi giocatori se vuole puntare ad arrivare tra le prime 7. La Lazio ha capito l'errore dell'anno scorso, ha rinforzato la panchina, ma è stata vittima di numerosi infortuni e ha pagato in Europa e oggi la mancanza di alternative.  

La mancanza di innesti nel mercato di gennaio, è una scelta della società in cui non voglio entrare, ma il rischio di ritrovarsi ad aprile con le gomme a terra, è altissimo. Non sto gufando, è una semplice considerazione, cercate di capirla ogni tanto.

BERISHA- Non mi sono mai permesso di insultare nessun giocatore in 10 anni di  Bergamonerazzurra, nemmeno doni con cui avevo problemi personali piuttosto pesanti, mentre ho letto pesanti critiche (legittime), ma soprattutto insulti a Berisha da parte di quei tifosi che insultano poi il sottoscritto se dice la verità senza fare distinzioni, considerando Gomez come Reca. A Bergamo sono passati Ferron, Palizzoli, Consigli, Sportiello (primo anno eccezionale poi criticato per colpe non sue), ma vorrei ricordare pure un certo Taibi.

Berisha settimana scorsa, ha tenuto viva la partita contro la Spal con un intervento in uscita su Petagna strepitoso, il primo anno di Gasperini, è stato uno dei protagonisti assoluti del campionato. Certo, nessuno mette in dubbio che non abbia delle pecche, ma non giocherebbe nemmeno nell'Atalanta se non le avesse. Il gol di Paitek era imprendibile, mentre sul secondo, lui ha sbagliato l'uscita, ma Zapata e Hatebor, non due Verratti, si sono fatti sovrastare dal polacco che non è certo un vatusso.

Ci sta di sbagliare qualche partita, le sbaglia pure la Juve, il Real Madrid oggi che ha perso in casa contro il Girona. Non vince la squadra che non sbaglia mai, ma quella che sbaglia di meno, soprattutto nei momenti chiave della stagione. Quella con la Roma e il Milan erano due partite chiave e l'Atalanta ha ottenuto un solo punto.

E' il motivo per cui a mio avviso non arriverà in Champions e chi continua a dirlo, lo fa perchè anche se non azzeccherà il pronostico, intanto vi ha un po' grattato la pancia e guadagnato la simpatia dei tifosi. Invece è solo un finto che destabilizza l'ambiente, NON IL SOTTOSCRITTO come qualche fenomeno demente vuole far passare. A me non mi caga nessuno, loro hanno un seguito talebano.  

osso dirlo senza essere insultato? Se poi credete di essere diventati il Barcellona, il problema è vostro, non di Berisha che è un dignitosissimo portiere per l'Atalanta. Se magari gli date una mano, invece di ammazzarlo al primo errore, ne guadagnerebbero tutti.  In serie A c'è un portiere come Perin che potrebbe giocare titolare praticamente in 17 squadre su 20 e fa panchina. La Juve può permettersi due numeri uno, l'Atalanta è già tanto che lo trovi. In giro non vedo questi grandi fenomeni. Meret lo prenderei domani mattina, ma il Napoli ora lo fa giocare titolare. Plizzari del Milan dicono sia meglio di Donnarumma. Si vada a bussare a Milanello per farselo dare per un paio di stagioni. Cragno del Cagliari è forte, ma servono tanti soldi per prenderlo e l'Atalanta per i portieri non ha mai speso cifre folli. 

Mi sorprende il fatto che vi siete incazzati per aver perso contro il Milan. Va bene che i rossoneri non sono più quelli degli anni d'oro, ma hanno giocatori che non sono proprio degli scarponi. Tutti nazionali, giovani, con la voglia di tornare a fare del Milan una grande squadra e società pur in mezzo a mille difficoltà. Gattuso che voi denigrate come uno scappato dallo zoo, è un signor allenatore, una persona sempre obiettiva, lucido nelle analisi, corretta, sportiva, mai una lamentela ed è uno che passa 12 ore al giorno a Milanello a studiare con umiltà. 

Si parlava di grandi squadre e qualcuno diceva che l'Atalanta era diventata grande. Alt, per cortesia, cercate di essere un filo più umili. E' vero che sul campo l'Atalanta gioca da grande, ma per definirsi tali, sono mille le variabili: storia, strutture, bilanci, trofei in bacheca, marketing, fama internazionale, piazze con un seguito mediatico e bacini d'utenza molto più grandi. Il Napoli ha vinto due scudetti con Maradona, poi ha passato anni in serie C e B e oggi viene vista come una grande, perchè da anni entra stabilmente in Champions League, fatturando 10 volte tanto l'Atalanta. La Roma idem. L'Inter e il Milan anche se stanno passando anni un po' difficili, hanno fatto la storia del calcio italiano per 100 anni. I 20 anni di Berlusconi, sono entrati nella leggenda del calcio mondiale.   Se un giocatore come Ronaldo, andrà sempre alla Juve, Inter o Milan, un motivo ci sarà. Pensate al Leicester, ha vinto uno scudetto in Premier ha incassato 200mln e l'anno dopo, pur con una squadra di ottimi giocatori, è tornata a lottare per la metà classifica. Il Verona, Genoa, Vicenza, hanno vinto scudetti eppure non si possono certo considerare grandi. 

Per entrare in pianta stabile al tavolo dei G8 del calcio italiano, ci vogliono anni e qualche trofeo, per quello internazionali, a volte non basta una vita. Più umiltà bergamasca non guasterebbe. Soprattutto meno vittimismo e DISFATTISMO!

Basta, ho già parlato fin troppo, non mi occupo più di Atalanta e di calcio, mi sto impegnando in un altro progetto che a breve mi occuperà a tempo pieno facendomi interrompere definitivamente il blog per la gioia di tutti. Ma a volte  è meglio una voce obiettiva che riporti a una giusta dimensione per il bene dell'Atalanta e dei tifosi intelligenti. 

 


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