Salvini, il ministro buonista con i teppisti. I daspo non servono a nulla, bisogna metterli a pane e acuqa colpendoli nel portafogli. Cambiare tutto per non cambiare niente e i bastardi esultano. E i giornalisti locali sono complici

di Luca Ronchi
articolo letto 1742 volte
Foto

"Dunque la ricetta di Matteo Salvini contro la violenza e il razzismo ultrà è ripristinare le trasferte di massa (magari coi treni speciali da vandalizzare) e lasciare che le curve si esibiscano nei cori discriminatori. Meraviglioso. Un capolavoro, verrebbe da dire. E se non lo diranno, di certo lo penseranno loro, i suoi amici ultrà. Che di meglio non potevano chiedere". Questo è il giudizio quasi unanime dopo il tavolone indetto da Salvini per contrastare la violenza e i cori "razzisti".

Il ministro non ha capito che i daspo non servono a una beata mazza, considerato che un Boccia della situazione, riusciva a comandare come un boss mafioso, gli scontri contro le tifoserie avversarie, ed era presente in tutte le trasferte europee. Chi erano i fighter di Santo Stefano? Daspati mischiati a tifosi che Salvini definisce "per bene", perchè sono solo 6 mila i violenti colpiti da misure giudiziarie, mentre tutti gli altri, sono educande con il grembiulino azzurro che si recano allo stadio in fila indiana mano per la mano. 

Il "cattivo" Maroni, si inimicò il popolo del tifo organizzato varando la linea dura. Non che fossero provvedimenti thatcheriani. Ma tanto bastò, per esempio l’introduzione della tessera del tifoso — e cioè la schedatura di chi mette piede allo stadio, specie in trasferta — per scoraggiare gli esodi di massa. Quelle gite collettive che ogni domenica, tra gli anni ’ 90 e i primi Duemila, producevano guerriglie urbane, cariche, feriti e morti su entrambi i fronti ( teppisti e forze dell’ordine), molotov e pietre che nelle città — dalle stazioni ferroviarie agli stadi — volavano sopra le teste di cittadini inconsapevoli. Ora il capo del Viminale rivuole le transumanze ultrà.

Che dire, chapeau! Cari ultras, unitevi e colpite con trasferte di gruppo, incendiate treni, sfasciate stazioni, scontratevi in massa con le forze dell'ordine, di cui Salvini va tanto fiero a parole. Negli stadi ci sarà aria da Paese delle Meraviglie, mentre a poca distanza, si scateneranno guerre di religione calcistica. 

« Rischiamo di mettere in mano a pochi il destino di tanti». È l’argomento usato dal "Capitano". Il quale non si rende conto che è proprio riabilitando le trasferte collettive e "liberalizzando" i cori che si fa il miglior regalo ai "pochi" — che pochi non sono. Dettaglio: la gestione delle trasferte e relativi biglietti è da sempre — insieme al controllo dello spaccio — la principale fonte di guadagno di molti capi curva. Gente come il " Toro" milanista Luca Lucci, per dirne uno a caso.

Il Salvini-ultrà che tende la mano a chi frequenta i settori controllati dai boss del tifo va contro il Salvini- ministro. 

Questi bastardi incapucciati, vanno puniti con pene severissime, spolparli economicamente e durante le partite, non più una firma in questura, ma lavori socialmente utili per tutto il week end. Devono subire le pene dell'inferno, sono esseri inferiori, sfigati, non meritevoli di vivere in mezzo alla gente. Scimpanzè senza cervello, come vogliamo trattarli? Con il dialogo? Ma dai. 

E in tutto questo, godono pure quei giornalisti locali che aizzano la società a scontrarsi con gli arbitri, il Var, sostenendo i teppisti, mischiandoli con la Curva Nord. No, la Curva Nord sono qui 5.800 tifosi per bene, non 200 maiali guidati da Er Monnezza. 

Giornalisti che ogni volta fanno le vittime per un rigore o un fuorigioco di un unghia gridando al complotto contro il palazzo dei poteri occulti. Siete complici di questa feccia, dovreste restituire il vostro inutile tesserino di giornalisti e scrivere suui giornaletti delle curve. Avreste più like, ma pur di farsi leccare il culo e mangiare, siete disposti a perdere faccia e dignità.


Altre notizie
Utilizzo dei Cookie
PROSEGUO
Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per migliorare l'esperienza di navigazione e per inviarti messaggi promozionali personalizzati.
Proseguendo con la navigazione acconsenti al loro uso in conformità alla nostra Cookie Policy